L’infinito mosaico in Etiopia e Sierra Leone

L’industria della ceramica, per vincoli tecnologici, non riesce a produrre con tempi personalizzati; deve farlo con tempi tecnici e periodi di produzione imposti. Gli scarti e le lavorazioni sbagliate? Donatele, non buttatele. Ecco come nasce il nostro infinito mosaico in Sierra Leone!

Il mosaico di recupero

Per questo motivo le eccedenze, le code di produzione, 2° e 3° scelte sono fisiologiche. Da più di due anni abbiamo stretto rapporti con la Coop. Ceramiche di Imola e gruppo Mussini (Fap, Atlas, Caesar, ecc.) che ci donano le loro eccedenze. Noi, all’inizio di queste collaborazioni, ci trovavamo spiazzati perché ogni autotreno donato conteneva inevitabilmente piastrelle di formato, colore e tipologia totalmente e assolutamente casuale. Ma la fantasia – tipicamente italiana – ha risolto il problema!

Ci siamo messi in contatto con Suor Laura Girotto, che a Adwa (Etiopia) stava realizzando un ospedale, con annessa scuola per infermieri e convitto per gli studenti. Suor Laura ha escogitato questo magnifico sistema: le partite più consistenti sono state usate normalmente come copertura e pavimentazione, mentre le piastrelle appartenenti ai lotti più piccoli sono state rotte una ad una e utilizzate come pezzi per realizzare mosaici e patchwork (alcuni dei quali potete ammirarli sul nostro sito, nella sezione fotogallery).

A operazione conclusa, Suor Laura ci ha scritto: “Neanche un centimetro quadrato è andato sprecato. Anzi abbiamo organizzato un concorso su chi fa il mosaico più bello!”. Roba da far impallidire Monreale e Ravenna (con il massimo rispetto possibile)!

I nostri amici della Sierra Leone (FHM Onlus, continuatori dell’opera iniziata da padre Berton) invece hanno utilizzato il materiale a loro donato, le piastrelle multicolori intere, per pavimentare le case delle ragazze madri che ospitano gli ex bambini soldato di quel paese.

E, alla nostra domanda di come facessero a utilizzare materiale così composito, ci hanno risposto: “Piuttosto che la terra battuta è meglio un pavimento un po’ colorato. Poi …. I bambini hanno inventato un nuovo gioco: saltano da una piastrella all’altra gridando: Green, black, white, red…”.

In determinati contesti, drammatici, basta davvero poco per divertirsi.